Pensa all’ultima volta che hai avuto una giornata impossibile. Non piena: una di quelle in cui arrivi a sera e ti accorgi di aver deciso otto cose senza averne pensata davvero nessuna. Hai detto sì a qualcosa che andava rifiutato. Hai guardato un problema serio per undici secondi e hai scelto la via rapida, non la migliore.
Il giorno dopo, con la testa fresca, quelle decisioni non le riconosci più.
E ti dai la spiegazione che ci diamo tutti: ero stanco, avevo poco tempo. È una spiegazione sbagliata. Non falsa: sbagliata. Quello che ti mancava non era il tempo, ed è una cosa che si misura.
Nel novembre del 1955 uno storico navale, Cyril Northcote Parkinson, pubblicò sull’Economist un saggio ironico che si apriva con una frase destinata a sopravvivere a tutto il resto: il lavoro si dilata fino a occupare tutto il tempo disponibile. La prova era un’anziana signora senza impegni che deve spedire una cartolina alla nipote. Cerca gli occhiali, medita la frase, valuta se portare l’ombrello. Le …

